Neoplasia Pene

Neoplasia Pene

Neoplasia Pene
 

Cos’è il tumore penieno?

I tumori del pene sono molto rari in Italia, circa 500 nuovi casi all’anno, e colpiscono generalmente uomini in età media o avanzata.
I principali fattori di rischio di questa neoplasia sono rappresentati dalla scarsa igiene locale, fimosi inveterate e dall’infezione da virus del papilloma umano (lo stesso che causa le verruche e i condilomi genitali, identificato nel 30-50% di tutti i carcinomi penieni).

Si può prevenire?

La principale forma di prevenzione del tumore al pene consiste nel mantenere una buona igiene locale a livello di glande e prepuzio. La circoncisione riduce notevolmente il rischio di tumore del pene.
Non esistono programmi di screening organizzato applicabili per la diagnosi precoce del carcinoma del pene nella popolazione generale.

Quali sono i sintomi del tumore del pene?

La maggior parte delle neoplasie del pene si presenta come un’area arrossata o rilevata nel glande o nella superficie interna del prepuzio, che progressivamente cresce, anche dopo terapia antibiotica o antifungina, causando perdite di sangue, bruciore e infezione con secrezioni maleodoranti. Occasionalmente può essere presente gonfiore agli inguini per diffusione ai linfonodi locali, oppure febbre in caso di infezione estesa.
Spesso i sintomi vengono a lungo trascurati dal paziente che segnala tardivamente al medico il problema.

Come si fa la diagnosi?

Nel sospetto di un tumore del pene è indicata una visita dallo specialista urologo; gli esami più frequentemente richiesti sono l’ecografia o risonanza magnetica nucleare (RMN) del pene per valutare l’estensione di malattia e la tomografia assiale computerizzata (TAC) di torace e addome, con mezzo di contrasto iodato, per valutare la diffusione a distanza. La diagnosi definitiva avviene in seguito a biopsia della lesione.

Come si cura?

La terapia del tumore del pene è essenzialmente l’asportazione chirurgica, più o meno estesa a seconda dei casi e con eventuali successivi interventi ricostruttivi. A seconda dell’estensione della malattia può essere richiesta o meno l’asportazione dei linfonodi inguinali e l’eventuale aggiunta di chemioterapia o radioterapia. In alternativa all’intervento, casi selezionati possono essere trattati con sola radioterapia.

Asgar Akhundov - MioDottore.it